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“Visioni” del 1°maggio: uno spazio speciale alla mostra dell’artigianato

Impara l’arte ma non metterla da parte: mostrala a Visioni, lo spazio dedicato alle eccellenze  e alle avanguardie del fatto a mano

Nonostante la pioggia battente degli ultimi giorni, i colori della mostra dell’artigianato non sono stinti.

Al contrario si sono intensificati e nel corso di 8 giorni hanno restituito a ciascun visitatore l’arcobaleno della tradizione del fatto a mano.

Nel piazzale della Fortezza da Basso si sono aperti e richiusi ombrelli e impermeabili come tante corolle di fiori, ma oggi lasciano il posto a una festosa parata di magliette a maniche corte sotto il timido sole primaverile. Primo maggio, ultimo giorno per visitare questa 78° edizione della mostra internazionale dell’Artigianato.

C’è tempo anche per i ritardatari e i curiosi dell’ultimo minuto per osservare la città di Firenze da un’altra prospettiva.

Tra gli stand e la strepitosa varietà di manufatti, l’occhio attento può rintracciare in essi le innumerevoli differenze regionali e di oltre confine. Ad oggi la volontà di distinguersi, mantenendo intatte le caratteristiche dei prodotti e il racconto della loro provenienza, è divenuta l’esigenza di tutti gli artigiani presenti in fiera. E si sente, si vede, si attraversa.

Curiosando tra le bancarelle allestite con estro si può girare il mondo, percorrere un frammento rilevante delle tante culture millenarie dell’Italia, dell’Europa e del resto del mondo: ciascun paese si presenta con il frutto delle proprie mani e della propria cultura, lo offre al pubblico con discrezione ma anche con orgoglio, nella consapevolezza che basterà una forma, un decoro, un profumo a identificarne le radici.

Sono trascorsi 78 anni dalla prima edizione della Mostra internazionale dell’artigianato. Una “signora” che non ha perso il suo fascino, ma lo ha addirittura moltiplicato e affinato nel tempo.

Sembrerebbe che gli spazi di quest’anno siano stati concepiti per coinvolger il visitatore in un’esperienza sensoriale unica.

Appena superata porta Faenza, presso il padiglione Cavaniglia, prendono forma le emozioni di un sogno sofisticato. Qui gli stand sono dedicati a progetti all’avanguardia e haut de gamme: prendono il nome di “visioni”, come tanti miraggi di bellezza tangibile, proiettata verso il futuro e la ricerca.

I corridoi sono un territorio di passaggi fugaci. Ma attraversandoli lentamente si fanno curiosi  incontri con espositori che hanno dello straordinario.

Non sono solo i loro oggetti il tesoro da vendere e da esibire; non è solo la creatività la loro dote: sono soprattutto le storie che si portano addosso, che tengono appese a fior di labbra, o nascoste in una creazione che ne rivela l’impronta. Sono storie romantiche e un po’ fuori dal tempo, che né adulto né bambino finirebbe mai di ascoltare.

La nostra forse è stata la rapina del secolo: in 8 giorni abbiamo collezionato una miriade di vite, di esperienze, di piccoli indimenticabili insegnamenti e curiosità, segreti del mestiere, confidenze, commozione.

Ma soprattutto professionalità estrema, dedizione, coraggio, sacrificio che se pesa è solo per un istante ed eclissa dentro la passione per il proprio lavoro.

Abbiamo imparato che Il gatto con gli stivali non è solo una fiaba, ma il nome di uno splendido laboratorio di pelletteria sulla costa livornese. Qui Giuseppe Roberto colleziona macchine da cucire e da 30 anni crea con il cuoio e la vacchetta borse, scarpe, cinture dal fascino intramontabile.

Abbiamo scoperto che se “dai diamanti non nasce niente”, da bulloni, tubi di acciaio e prodotti di mesticheria fioriscono gli splendidi bijoux contemporanei di Finny’s Design.

Siamo rimasti stregati dai “quadri da indossare” dello studio creativo 166arte. Una galleria, uno spazio espositivo, un laboratorio di corsi di pittura e una bottega a pochi passi dal Duomo di Firenze dove borse, foulard e accessori moda si impreziosiscono di stampe e colori ricercati.

Ci siamo imbarcati su piccole navi e vaporetti, e abbiamo solcato l’Oceano per raggiungere l’Argentina più insolita e onirica, interpretata dalle sculture marine di 4manos 2 cabezas.

Abbiamo provato a contare tutte le “strisce” de Le Zebre, con scarsi risultati: inesauribile la fantasia di questo atelier di moda, più che uno spazio fisico un progetto fatto di una rara sensibilità creativa. La linea di abbigliamento decorato con stencil e disegni a mano libera è caratterizzato da accostamenti cromatici esclusivi, tecniche miste e sperimentazione di tessuti.

Abbiamo riconosciuto ne La quercia 21 il desiderio di 2 falegnami di abbinare il legno con il vetro, il plexiglass, il ferro e materiali di recupero per realizzare arredi di design fuori dal comune, innovativi e aperti a collaborazioni con artisti e professionisti eclettici.

Assieme a loro ringraziamo tutti gli artigiani che hanno reso Visioni uno spazio unico e irripetibile, condividendo con noi il manufatto più rappresentativo dei loro magici laboratori: l’arte del saper fare e del trasmettere eleganza, tradizione, fantasia.