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Lorenzo Baglioni – Made in Chianti

I Atto: da Greve a Firenze

L’itinerario proposto da Lorenzo Baglioni è un itinerario del cuore, che si snoda nello spazio ma anche, forse soprattutto, nel tempo: un percorso costellato di piccole gemme, più o meno conosciute, che rappresentano ciascuna una tappa nella storia di questo poliedrico personaggio.

Punto di partenza: Greve in Chianti, il luogo dell’infanzia e della prima formazione, con il suo “folklore”, i suoi colori e, soprattutto, i suoi sapori.

La prima tappa è legata al cibo, con l’Antica Macelleria Falorni, che è parte integrante del paesaggio della piazza di Greve e delle abitudini dei suoi abitanti: uno degli elementi costitutivi di quella “grevigianità” più volte citata da Baglioni. Macelleria, enoteca, luogo di eventi, frequentata dai grevigiani ma nota anche ai numerosi turisti che visitano Greve e il Chianti. Luogo d’incontro, di scambio, di cultura, luogo del buon cibo e del buon vino, ma anche luogo della memoria per Baglioni bambino e ragazzo.

La seconda tappa è ad Impruneta, sulla via per Firenze, ed è un’importante realtà artigianale: le Terrecotte Poggi Ugo, una delle fornaci storiche di Impruneta, punto di riferimento nella produzione di eccellenza delle famose terrecotte. La lavorazione è eseguita a mano con le tecniche tradizionali, i prodotti realizzati offrono un ampio panorama che va da oggetti e forme tradizionali a sperimentazioni innovative messe a punto in collaborazione con artisti, designer, architetti.

Perché il cotto? Perché è uno dei settori fondamentali dell’artigianato artistico toscano, perché le fornaci storiche, le terrecotte artistiche sono l’emblema di Impruneta e del suo territorio, perché fin dalle scuole medie Lorenzo Baglioni faceva esercitazioni in laboratorio sulla lavorazione della terracotta che è diventata parte integrante della sua cultura del fare e del suo radicamento territoriale.

Terza tappa, la Firenze di Baglioni dottorando in matematica, appena trasferito nel capoluogo toscano, è di nuovo un luogo legato al cibo: l’Antico Beccaria, in Piazza Beccaria, pub con cucina diventato ormai un’istituzione fiorentina. Per Baglioni è il luogo dove mangiare ottimi panini espressi, creati con prodotti del territorio, con grande varietà e personalizzabili; ma è anche luogo di incontro, di sosta serale, quasi una “seconda casa” per lo studente che non aveva voglia di cucinare – e cenare – da solo.

La tappa successiva è invece la prima del Lorenzo Baglioni artista: Magma Magnoprog Music and Arts, centro di produzione artistica, luogo di creatività e di formazione nelle principali discipline dello spettacolo, dalla danza alla recitazione, dalla musica al canto. È in un musical prodotto da Magma che esordisce, quasi per caso, il giovane Lorenzo ed è per questo che l’artista resta fortemente legato a questa realtà che emana una grande energia positiva, in cui ferve la vita artistica di tante persone diverse per età, sesso, professione e che rappresenta un luogo di aggregazione importante per la città.

Un vero e proprio magma, in cui le diverse specialità del mondo dello spettacolo trovano una forma di contaminazione che le arricchisce e crea i presupposti per spettacoli nuovi e di successo.

Allo studio Magma si collega un’altra attività fondamentale nel percorso di Lorenzo Baglioni: Tuttascena – Idee per la scenografia. Un laboratorio di diplomati dell’Accademia di Belle Arti di Firenze che crea scenografie teatrali: è qui che viene costruito quel mondo magico che crea il contesto della rappresentazione teatrale, che permette allo spettatore di vivere nella realtà dell’opera e di dimenticarsi di assistere a una rappresentazione. Tuttascena è un laboratorio itinerante di idee che ha sede presso il Teatro Moderno di Tavarnuzze, all’Impruneta.

Ultima tappa di questo primo percorso è il laboratorio Interno 9 di Felice Botta, artigiano e artista poliedrico che crea sculture con materiali poveri, di recupero e che produce oggetti in carta riciclata e povera o con carte stampate a mano con la tecnica del torchio a stella. Proprio questa produzione di Felice Botta incontra la passione di Lorenzo Baglioni per gli articoli di cartotecnica, passione che ha fin dall’infanzia. E l’universo poetico delle decorazioni e dei giochi di Botta si sposa con la sua ricerca artistica e con la sua attenzione a tutto ciò che è contaminazione.