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Pienza, la città ideale

 

Pienza è un piccolo borgo della Val d’Orcia noto come la città di Papa Pio II, sito a circa 54 chilometri a sud di Siena, al centro di una
delle zone più belle e più ricche d’Italia di tesori d’arte.
Conosciuta nell’alto medioevo con il nome di Corsignano, fu una roccaforte celebre per essere stata menzionata in una novella di Boccaccio.

Fu per volontà di Enea Silvio Piccolomini, poi Papa Pio II che, in soli quattro anni, il borgo si trasformò in un tesoro urbanistico – architettonico, considerato un monumento unico per la sua straordinaria coerenza urbanistica.
Nacque così quella è oggi nota la Città d’autore ideale: “nata da un pensiero d’amore e da un sogno di bellezza”, come scrisse Pascoli.
Dal 1996, insieme a tutta la Val d’Orcia, Pienza è stata riconosciuta dall’UNESCO Patrimonio mondiale dell’Umanità.

Passeggiando per il centro storico, nella Piazza Pio II, raccomandata è la visita al Duomo e alla Cattedrale dell’Assunta che al suo interno ospita importanti e notevoli dipinti dei più rinomati artisti del tempo.

Di fronte al Duomo si può notare il Palazzo Comunale, edificio storico risalente alla metà del 1400. Sempre nella Piazza principale, spicca l’imponente Museo Palazzo Piccolomini con il suo giardino pensile. A completare la chiusura della piazza centrale si può visitare Palazzo Borgia, sede del Museo Diocesano di Pienza.
Dentro l’ex conservatorio di San Carlo, si trova oggi il Museo Archeologico di Pienza, un edificio di origine medievale, con in mostra collezioni archeologiche ed etrusche ed un percorso espositivo che documenta la storia urbanistica e architettonica del territorio di Pienza.

Per completare il viaggio non può mancare una sosta a tavola, per scoprire i prodotti tipici del territorio, come il Pecorino di Pienza.
Il pecorino di Pienza si presenta in forme delle stesse dimensioni di quello stagionato in foglie di noce, dalla crosta liscia di colore bianco con sfumature violacee. La pasta è liscia, di colore bianco tendente al giallo paglierino. Anch’esso prodotto con latte di pecore di razza sarda allevate allo stato semibrado, ha sapore intenso, con un retrogusto tannico e di vinaccia che gli è dato dalla stagionatura in barriques di rovere.

Oltre al pecorino citiamo lo zafferano, il pregiato Tartufo, i salumi di Cinta senese e i pici: una sorta di spaghetto fatto a mano, grossolano e irregolare o a macchina con un diametro pari almeno 3 millimetri.
Si consumano come primo piatto, con sughi di carne (in particolare di anatra), pomodoro e aglio (pici all’aglione), olio e peperoncino.
Gli ingredienti tradizionali dei pici lavorati manualmente sono farina di grano tenero tipo “O”, acqua, olio extravergine di oliva e sale.