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Pitigliano, per le vie cave della città

Pitigliano compare all’improvviso dietro una curva, spunta dal tufo della montagna come l’abbozzo di un frettoloso scalpellino.

È la sagoma irreale di una paese in divenire, un progetto lasciato a metà su un crinale boscoso. Pitigliano è il pensiero stesso della montagna, un’idea, il desiderio della roccia di farsi territorio urbano.

Una domanda affiora alla mente di chi la vede per la prima volta: chi ha scolpito la città nella roccia? Chi ha tradotto in abitazioni le pendici a strapiombo? Chi ha trasformato le mille finestre delle case negli occhi del monte? Un genio o un folle. Un artista, di sicuro.

Pitigliano respira, risuona dei passi di chi la attraversa. Assorbe la luce del giorno, si tinge di ocra, di grigio, di rosa. Lo sguardo del viaggiatore si confonde, non sa più se davanti ha una città nella montagna, o una montagna nella città.

Preparatevi il cuore: l’emozione di attraversare il centro storico è impareggiabile. E il vostro percorso in un luogo tanto arcano acquisterà ancora più fascino se vi fermerete presso le tre botteghe di questo itinerario. L’arte di coniugare funzionalità ed estro in un oggetto fuori dalle classificazioni canoniche è il tratto distintivo di questi artigiani.

Sotto le dita percepirete la naturalezza duttile di accessori in pelle e cuoio, la porosità e le irregolarità di vasellame e complementi di arredo in ceramica svincolati dai retaggi ornamentali delle terrecotte toscane. Saprà conquistarvi un linguaggio personale e proiettato sempre di più verso la libera espressione artistica. Dulcis in fundo: specialità gastronomiche di eccellenza, come le gelatine di vino. Ghiottonerie irresistibili da assaporare in uno scenario architettonico e naturalistico senza tempo.