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Tiberio Timperi: l’Oltrarno come in un film

 

Come in una trama di un film, il cammino di Tiberio Timperi rappresenta, oltre che un itinerario fisico, un percorso di vita.

L’inizio del percorso risale a tanti anni fa, nel lontano 1987, quando il celebre conduttore iniziò a lavorare presso la sede di “Punto Radio” in Borgo Stella. Da allora gli anni vissuti a Firenze sono incentrati, sia a livello lavorativo che personale, nello storico quartiere di San Frediano dove il noto conduttore decide di acquistare una casa. La scelta si rivela come una sorta di incubatrice, di bozzolo che creerà un cordone ombelicale tra il presentatore romano e la comunità fiorentina: una sorta di adozione. Timperi ci parla di come nel tempo abbia sempre ritrovato Borgo Stella, cita ad esempio il film australiano “Lion” con Nicole Kidman che racconta la storia di un bambino smarrito. Firenze per Tiberio è anche il luogo dove conoscerà il grande amore della sua vita, che come tutti i grandi amori “si ama e non si sposa”. Il percorso fiorentino illustrato da Timperi è suddivisibile in due categorie: una legata al cibo, l’altra all’artigianato. Il problema di San Frediano, dice Tiberio, è che “quando esci per fare la spesa si sballano i tempi perché ti fermi a chiacchierare con tutti; il tempo si dilata, è bello insomma.”

La prima tappa citata dal noto presentatore è il Sandy Bar, luogo ideale per la colazione, situato davanti allo storico Palazzo Pitti.

Nella seconda il conduttore ci racconta di quanto sia legato ed affascinato dagli argenti di Brandimarte, uno dei marchi storici di Firenze famoso per l’indubbia professionalità delle maestranze.

La terza tappa è nel laboratorio del Dolce Emporio. Il presentatore fa risalire la scoperta di questo locale ai giorni in cui gli fu chiesto di lavorare al Teatro del Cestello. Timperi ricorda ancora oggi che a Natale e Pasqua di quell’anno partì intenzionalmente da Roma, per fare provviste in questa “bottega”.

Timperi ci accompagna per mano nel suo viaggio: “Quando entri dalla porta di San Frediano, sulla sinistra, c’è il Laboratorio di scultura Romanelli. Mi sono perso là dentro: altro che Fellini o Storaro. In questo luogo sembra che il tempo si sia fermato per sempre.”

La quinta tappa rappresenta una location importante, è qui infatti, dove Timperi scrive buona parte del suo libro. Si tratta del ristorante da I’ Brindellone in Piazza Piattellina. Il noto conduttore televisivo ci parla di ore passate davanti al computer in questi luoghi dove all’inizio non conosceva nessuno. I’ Brindellone è un ristorante doubleface: a pranzo ci si può incontrare dal meccanico all’idraulico, mentre  la sera, pur conservando la sua Anima, nel senso più alto e nobile del termine, diventa un posto molto alla moda.

La tappa successiva ci racconta di come piano piano Tiberio Timperi sia entrato, prima da spettatore, poi in prima persona, in uno dei posti più frequentati di Firenze: il Dolce Vita. Lo storico locale di piazza del Carmine rappresenterà per l’esperienza fiorentina di Tiberio, una sorte di ventre materno.

Il percorso di Timperi, articolato come nelle scene di un film, continua con la tappa Al Santo Bevitore dove avviene l’incontro con Ron Howard, regista del film “Inferno”, è la scintilla che lo fa ritornare indietro nel tempo, agli indelebili ricordi della serie televisiva “Happy Days”. Timperi ci dice: “Firenze è una città molto più cosmopolita di quanto si pensi, molto più di Milano che è dispersiva. Quando ho visto il film “Inferno” ho pensato che l’avevano girato vicino a casa mia ed ho gioito. Vorrei vedere più film girati a Firenze.”

La penultima tappa del percorso si svolge in una bottega di scarpe fatte a mano, il Calzature Francesco, per poi proseguire all’Osteria del Porcellino; il ristorante, situato nel vivace cuore del centro storico fiorentino dove vecchie arti e cittadini di tutto il mondo si incontrano.

Nel racconto di Tiberio Timperi incontriamo il laboratorio di Orologeria Buffi, attività che si tramanda da generazioni.  Nella caratteristica piazza Piattellina, vicina alla più nota Piazza del Carmine, in un contesto artigianale che resiste al tempo e alla modernità, si colloca il nuovo laboratorio artigianale “L’orologiaio“ di Stefano Buffi, giovane titolare del laboratorio che ha appreso il mestiere dal padre Renzo che ripara e restaura orologi fin dall’età di otto anni. Il laboratorio Buffi offre professionalità, competenza e garanzia nella riparazione e nel restauro di orologi . Inoltre rappresenta una conferma della vivacità artigianale presente in Oltrarno. Tutti gli orologi, antichi e moderni ed i meccanismi che muovono le lancette ed indicano lo scorrere del tempo, non hanno segreti per la ditta Buffi.

Il percorso di Timperi si conclude all’Ippogrifo Stampe d’Arte dove da più di 40 anni le stampe vengono colorate a mano, firmate e numerate dall’autore, seguendo la tradizione delle antiche botteghe fiorentine.