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4 modi per capire l’artigianato attraverso gli occhi dei bambini

Ci sono cose che vedono e “sentono” solo i bambini. Ma per capirle dobbiamo farci piccoli piccoli e andare a trovare alcune realtà artigianali tra Prato, Firenze e Pistoia 

Le cose che i bambini trasmettono e insegnano ai grandi sono tante. Fra tutte la più enigmatica da capire per un adulto è quel tenace affidarsi al potere dell’immaginazione, precipitare nel dominio incontrastato della creatività, lasciando gli ormeggi della logica.

Picasso ammetteva che “tutti i bambini sono degli artisti: il difficile sta nel fatto di restarlo da grandi”. Tutti i bambini, in questo senso, non temono di dare forma ai propri desideri. Inconsapevolmente determinati a credere nelle proprie fantasie e a realizzarle, conservano un’ombra di magia e sorpresa verso la vita: questo è in fondo il segreto non tanto per rimanere avvinghiati a un’irrealistica età dell’oro, ma per intravedere bellezza e gioia ad ogni gradino della nostra esistenza.

Non siamo alla ricerca del “tempo perduto”, né dell”‘isola che non c’è”, ma di qualcosa di vero, tangibile, che illustri e concretizzi il mondo dell’infanzia in questo mondo attuale. Allora abbiamo socchiuso gli occhi e la nostra camera da letto si è trasformata in una foresta popolata di alberi rosa e cactus.

Ci siamo avventurati in compagnia di gatti assonnati e gonne a campana tra le storie dipinte di Laura Balla, dove tutto nasce dai simboli, sgorga da oggetti comuni e colori vivaci. Non chiedete a un bambino e neppure a questa artigiana di Prato come una scala a pioli possa poggiare a una nuvola: si limiteranno a nascondere con la mano un sorriso beffardo.

Non esiste paesaggio che lo sguardo di un bambino non trasfiguri e reinterpreti attraverso i suoi sogni. Quel paesaggio è vivido e “vero” nella bottega Impronta d’artista, uno spazio dove è bandito il bianco e il nero e le forme consuete. Monica Bedini è l’artefice di piccoli incantesimi a forma di scultura, casette fatate, villaggi tutti da giocare, alberi animati modellati nell’argilla, bambole dagli abiti arcobaleno, decorazioni e pitture per la cameretta di sognatori in erba.

Quando si tratta di “gioco”, i bambini fanno sul serio. Fanno sul serio perché diventano protagonisti di un’esperienza autentica. Sono scrupolosi, non lasciano niente al caso: è in quel momento che imparano a diventare grandi.  Quisquilia e Pinzillacchera è, più che un laboratorio artigianale, una forma mentale, un universo privo di confini dove, a seconda dell’età, si impara a crescere o a tornare bambini. I personaggi che vi abitano sono fatti di tessuto e un’inesauribile sensibilità nei confronti del dettaglio e della caratterizzazione, proprio ciò che non sfugge allo sguardo dei più piccoli: pupazzi bizzarri e burattini irresistibili che riescono sempre a strappare un sorriso per abbigliamento e posa.

Una multicolore arca di Noè in ceramica raku è approdata a Pistoia, nell’officina di Arizoe. Solo qui gli elefantini hanno la patente e le giraffe amano leggere. Arizoe crea con cura e passione piccoli soprammobili ispirati al mondo animale: creature dagli occhi rotondi, simpaticissime e perfette per una collezione personalizzata.

Perché infine proporre simili oggetti ai bambini? Qualcuno potrà obiettare che a quell’età non ne “capiscono” il valore: al contrario sono in molti a credere che avvicinare i più piccoli a forme di bellezza e cultura non reperibile sugli schermi TV sia il modo migliore per mantenere vive in loro certe emozioni, renderli partecipi e consapevoli di un linguaggio che incanta e di tradizioni del fatto a mano che non hanno limiti, né spaziali né anagrafici.

 

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