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Maria Cristina Palandri

Maria Cristina Palandri è nata a Pistoia. Diplomata all'Istituto Statale d'Arte di Pistoia, frequenta l'Accademia di Belle Arti di Firenze. Inizia la sua attività di pittrice nel 1982 con mostre personali e collettive. Dal 1988 collabora con la Pubblica Istruzione di Pistoia per la realizzazione di corsi di pittura per ragazzi stranieri. Da alcuni anni è coordinatrice di un laboratorio artistico presso il Centro Socio-Abitativo Il Piccolo Principe di Pistoia. Il suo primo interesse per l’arte nasce sui libri d’arte, affascinata dal Rinascimento, dalla pittura fiamminga fino al Surrealismo e alla Pop Art. È proprio dal Surrealismo che prende maggiore impronta il suo lavoro per poi approdare ad un linguaggio sempre più personale. Studi di artisti come Pietro Annigoni, Vinicio Berti, Umberto Buscioni, Jorio Vivarelli e la scultrice Carla Lavatelli, arricchiscono il suo bagaglio fino a farla approdare alla scultura. Maria Cristina si dedica anche alla tecnica della cartapesta appresa dal maestro Francesconi, artista di prestigiosi carri allegorici della Fondazione Carnevale di Viareggio. La ricerca verso la forma e le sue potenzialità la porta a cimentarsi anche come designer progettando complementi di arredo, pezzi unici, valorizzati da sculture, dipinti e ceramiche. Amante della ceramica, inizia una produzione di piccole “case” in terracotta che attualmente elabora con tecniche che vanno da due cotture fino alla ceramica Raku. L’illustrazione per ragazzi è un’altra attività a cui Cristina Palandri si dedica, ricevendo anche numerosi riconoscimenti. “...Di fatto Cristina, poliedrica nelle tecniche e nell'uso dei materiali, propone una sorta di sintesi efficace di un linguaggio maturato nella sua lunga esperienza creativa e che oggi la rappresenta come una delle personalità fra le più immaginative della cultura pistoiese del settore. La raffinatezza degli esiti è possibile verificarla nei dipinti: l'atmosfera di sospensione, di leggerezza, di magia che rivelano, coglie appieno la liricità del tema e la “metrica del verso”, tradotta in immagini, prende via via forma attraverso una costellazione di presenze allusive e simboliche: la fanciulla (purezza), la spirale (ciclicità ed evoluzione), la chiocciola (rigenerazione periodica - morte e rinascita), il cipresso (non lutto, bensì albero sacro e albero della vita), il monociclo (simbolo ludico) e, naturalmente, la casa (il mondo interiore e i suoi piani i diversi stati dell'anima). Il tutto sospeso nel cielo, mentre le diverse parti vagano come elementi del cosmo destinati a condensare l'origine di una nuova vita. Quindi Cristina, coniugando poesia e arti visive, ci dona un'ancora salvifica e ci rende partecipi del respiro sublime emanato dalla bellezza dello spirito. La poesia e l'arte non sono, per l'umanità, appagamento e consolazione?” (Siliano Simoncini dalla presentazione della mostra a Reutlinger - Germania).


CERAMICA - FERRO - LEGNO - PITTURA - TERRACOTTA - TESSUTO

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