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Da Livorno a Piombino, lungo la Costa degli Etruschi

Livorno possiede un’anima profondamente diversa da quella di ogni altra città toscana perché la sua identità non affonda le radici nel Medioevo o nel Rinascimento, ma, alla fine del Cinquecento, dalla volontà dei Medici che decisero di trasformare un minuscolo borgo di pescatori nel porto principale del Granducato di Toscana. Affidarono all’architetto Bernardo Buontalenti la progettazione di una città ideale a pianta pentagonale, circondata da fossati e imponenti fortificazioni. Il vero colpo di genio storico arrivò però con l’emanazione delle Leggi Livornine tra il 1591 e il 1593: una serie di bandi che garantivano libertà di culto, di commercio e protezione legale a chiunque decidesse di stabilirvisi. Questo richiamò mercanti, esuli e perseguitati da tutta Europa, tra cui ebrei sefarditi, greci, inglesi, olandesi e armeni. Livorno crebbe così come un porto franco cosmopolita, una terra d’incontro priva di un ghetto chiuso, dove le diverse comunità, chiamate Nazioni, convivevano influenzandosi a vicenda e plasmando il tessuto sociale della città.

L’acqua è il filo conduttore dell’architettura labronica e trova la sua massima espressione nel quartiere della Venezia Nuova. Costruito nel Seicento strappando spazio al mare, questo rione conserva intatti i suoi canali, i ponti e i palazzi con i magazzini sotterranei che si aprono direttamente sull’acqua, pensati per scaricare le merci dalle imbarcazioni. Muovendosi verso l’Ottocento, l’architettura livornese si arricchisce di monumenti legati al welfare e alla modernità, come il Cisternone del Poccianti, un colossale serbatoio d’acqua neoclassico famoso per la sua facciata a semicupola che richiama il Pantheon di Roma. Sul fronte del mare si sviluppa invece l’eleganza Liberty della Terrazza Mascagni, una monumentale scacchiera bianca e nera affacciata sul Tirreno che è diventata il simbolo del passeggio cittadino e della luce salmastra che ha ispirato generazioni di pittori.

Dal punto di vista artistico, questa luce unica e l’aria di libertà della costa livornese sono state la culla dei Macchiaioli, il movimento d’avanguardia ottocentesco che scardinò l’accademismo pittorico. Giovanni Fattori, caposcuola di questa rivoluzione che dipingeva la realtà per macchie di colore e contrasti di luce, nacque e lavorò proprio qui, lasciando un’eredità oggi custodita nel Museo Civico a lui intitolato dentro la splendida Villa Mimbelli. Pochi decenni dopo, la stessa malinconia marina e lo spirito ribelle della città avrebbero forgiato il genio tormentato di Amedeo Modigliani, il quale assorbì i fermenti culturali livornesi prima di portare i suoi celebri ritratti dai colli lunghi nella Parigi d’inizio Novecento. Anche la musica ha un legame indissolubile con la città, che diede i natali a Pietro Mascagni, compositore della Cavalleria Rusticana e innovatore dell’opera lirica italiana.

L’eredità di questo passato cosmopolita si riflette ancora oggi in una cultura popolare vibrante, fiera e marcatamente dissacrante. L’ironia livornese, tagliente e anarchica, si esprime attraverso un vernacolo rapido e colorito che ha trovato una cassa di risonanza nazionale nella tradizione della stampa satirica.

Lasciamo Livorno per dirigerci verso Castiglioncello percorrendo l’Aurelia e precisamente la strada panoramica del Romito, quella stessa percorsa da Bruno e Roberto, i due protagonisti del film “Il sorpasso” di Dino Risi.

Il litorale tra Livorno e Castiglioncello è un eccezionale scrigno di biodiversità, dominato dalle scogliere dorate e rossastre del Macigno di Calafuria. Questa pietra sedimentaria, ricca di ferro ossidato dal salmastro, è stata scolpita dal libeccio in spettacolari piscine naturali e cavità alveolari. Sulla roccia nuda, sfidando la salsedine, crescono piante tenaci come il finocchio marino, che cedono il passo poco più all’interno ai profumi densi della macchia mediterranea, tra Pini d’Aleppo, mirti e leccete secolari. Sott’acqua, la limpidezza delle correnti alimenta un ecosistema straordinario: i fondali ospitano vaste praterie protette di Posidonia oceanica e, dove la roccia sprofonda nel blu, pareti di coralligeno ricche di spugne, gorgonie e corallo rosso.

Castiglioncello, da antico villaggio di pescatori, nell’Ottocento divenne la culla dei pittori Macchiaioli, che guidati dal mecenate Diego Martelli vi fondarono una celebre scuola artistica per dipingerne la luce e i paesaggi. Il cuore culturale del borgo è il neogotico Castello Pasquini, sede di mostre e festival. Negli anni Sessanta visse una vera età dell’oro cinematografica come buen retiro di attori come Alberto Sordi e Marcello Mastroianni, e fece da sfondo al film capolavoro “Il sorpasso” di Dino Risi. Oggi affascina per il suo turismo discreto, le splendide ville Liberty e le passeggiate naturalistiche che collegano la suggestiva Baia del Quercetano a Punta Righini.

Lasciamo la costa per trasferirci nell’immediato entroterra; andiamo a Bolgheri, per arrivare a Castagneto Carducci, seguendo strade celebri per “il duplice filar” dei cipressi e per le vigne che producono vini senza uguali.

Castagneto Carducci è un suggestivo borgo che deve il suo nome al poeta Giosuè Carducci, che qui visse parte della sua infanzia e a cui oggi sono dedicati una casa-museo e importanti percorsi letterari. Il centro storico è dominato dall’antico Castello dei Conti della Gherardesca, circondato da vicoli in pietra, scorci panoramici e storiche chiese.

Il centro storico di Campiglia Marittima è un labirinto di vicoli lastricati, archi e cortili che culmina con la suggestiva Rocca San Silvestro, un’antica fortificazione che domina l’intero panorama fino al mare. Di grande rilievo artistico è anche la Pieve di San Giovanni, un gioiello dell’architettura romanica toscana situato appena fuori dalle mura cittadine. Il territorio comunale è indissolubilmente legato alla sua millenaria storia mineraria, oggi valorizzata nel celebre Parco Archeominerario di San Silvestro. La località è rinomata anche per il benessere grazie alla frazione termale di Venturina Terme, celebre per la sorgente naturale del Calidario.

Entriamo nel cuore della terra etrusca e rinfreschiamoci tuffandoci nelle acque limpide del Golfo di Baratti, bordato di pini marittimi, per poi visitare la Necropoli etrusca di San Cerbone nel Parco Archeologico di Baratti e Populonia.

Populonia è situata in cima a un promontorio che domina lo splendido Golfo di Baratti lungo la Costa degli Etruschi. Questo luogo racchiude una storia unica, essendo stata l’unica vera città costiera fondata dagli Etruschi, nota nell’antichità con il nome di Fufluna in onore del dio del vino e dell’ebbrezza. Oggi l’area si divide tra l’antico borgo medievale racchiuso da mura, dove spicca la maestosa Rocca visitabile per godere di un panorama mozzafiato sull’Arcipelago Toscano, e il vastissimo Parco Archeologico di Baratti e Populonia. Il parco si estende dalle pendici del promontorio fino al mare e permette di visitare le monumentali necropoli etrusche, i resti dei quartieri industriali dove si lavorava il ferro proveniente dall’Isola d’Elba e l’acropoli romana sulla sommità del colle.

La prossima ed ultima tappa ci porta a Piombino, storica città costiera situata sull’omonimo promontorio, nota per essere il confine naturale tra il Mar Ligure e il Mar Tirreno. Sede in passato di un importante principato governato anche da Elisa Bonaparte, la città custodisce un centro storico medievale sorprendente che culmina nella spettacolare Piazza Bovio, una terrazza naturale protesa sul mare che offre un panorama mozzafiato sull’Arcipelago Toscano. Tra i suoi vicoli si ammirano monumenti come il Torrione, il Rivellino e il possente Castello aragonese, oggi sede museale, mentre il litorale circostante regala meraviglie naturali come le calette incontaminate del Parco di Riotorto e la suggestiva Spiaggia di Salivoli.

Il nostro viaggio è terminato ma siamo pronti per imbarcarci alla volta dell’Isola d’Elba…………………

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