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No: un modo innovativo per scoprire tutto il fascino di questa regione attraverso l’artigianato artistico

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Alla scoperta di Montalcino, porta di ingresso della Val d’Orcia

Foto di Gianni Crestani da Pixabay

 

Montalcino apre le porte della Val d’Orcia e fa gli onori casa, invitandoti a visitarla. La Val d’Orcia dal 2004 è patrimonio UNESCO per la ricchezza dei beni naturalistici e paesaggistici, per i valori culturali che questi incarnano e di cui sono espressione e per le interazioni fra tutte queste particolarità che creano un territorio senza eguali.

I suoi confini non sono amministrativi ma geografici e paesaggistici: a nord confina con le Crete Senesi, a est con il Monte Amiata e la Val di Chiana, a sud con le pendici del Monte Amiata e l’alta valle del fiume Orcia, a ovest con le Colline Metallifere e le aree che conducono verso la Maremma.

Montalcino dall’alto domina le vallate circostanti dove scorrono l’Ombrone, l’Asso e l’Orcia e dove sorgono copiose e numerose fonti termali; Bagno Vignoni, Bagni di Petriolo, Bagni San Filippo, San Casciano dei Bagni, Chianciano Terme hanno reso l’area particolarmente apprezzata per le proprietà curative delle sue acque generate dal Monte Amiata, vulcano estinto da 100.000 anni.

Se oggi il suo nome è legato soprattutto al Brunello, uno dei vini più prestigiosi al mondo, il borgo custodisce un patrimonio storico e artistico che affonda le proprie radici nel Medioevo e racconta secoli di vicende politiche, religiose e culturali.

Le origini dell’insediamento sono antiche, con testimonianze di frequentazione etrusca e romana, ma fu a partire dall’VIII secolo che Montalcino iniziò a svilupparsi come centro fortificato. La sua posizione strategica, lungo importanti vie di collegamento tra Siena, la Maremma e Roma, ne fece presto un luogo di grande rilevanza. Nel corso del Medioevo il borgo entrò nell’orbita della Repubblica di Siena, che ne rafforzò le difese costruendo la maestosa Fortezza nel XIV secolo. Dopo la caduta di Siena nel 1555, Montalcino divenne l’ultimo rifugio della Repubblica Senese, resistendo ancora alcuni anni prima di essere annessa al Granducato di Toscana. Questa storia di autonomia e resistenza è ancora oggi leggibile nelle possenti mura che cingono il centro storico e nella struttura urbanistica rimasta pressoché immutata nel tempo.

Piazza del Popolo rappresenta il cuore della vita cittadina, dominata dal Palazzo dei Priori con la sua torre, mentre le chiese di Sant’Agostino e del Santissimo Salvatore custodiscono opere d’arte che testimoniano l’importanza della scuola pittorica senese tra il Trecento e il Rinascimento. Di particolare interesse è il Museo Civico e Diocesano d’Arte Sacra, dove dipinti, sculture lignee, oreficerie e manoscritti raccontano la ricchezza culturale e religiosa del territorio. Poco distante dal centro si trova l’Abbazia di Sant’Antimo, uno dei più straordinari esempi di architettura romanica in Toscana, immersa in un paesaggio di uliveti e vigneti che ne esalta il fascino spirituale e artistico.

Anche l’artigianato rappresenta una componente significativa dell’identità di Montalcino. Per secoli il borgo ha ospitato botteghe di falegnami, fabbri, calzolai, bottai e altri artigiani che lavoravano principalmente per soddisfare le esigenze della popolazione agricola. Sebbene molte di queste attività siano diminuite con i cambiamenti economici del Novecento, la tradizione manifatturiera continua ancora oggi attraverso piccoli laboratori che realizzano oggetti in legno, ceramiche artistiche, manufatti in ferro battuto, tessuti e prodotti legati al mondo del vino. L’esperienza artigianale si è evoluta, coniugando tecniche tradizionali e sensibilità contemporanea, contribuendo a mantenere vivo il legame con il patrimonio locale.

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