A spasso per la Maremma
Massa Marittima, Castiglione della Pescaia, Montepescali
Siamo nel territorio delle Colline Metallifere che conferiscono identità e carattere a questa parte di Italia. Partendo da Massa Marittima si entra subito nella terra mineraria, collinare, fatta di boschi, cave antiche e paesi di pietra che caratterizza questo territorio. La città stessa racconta questa identità. Le facciate romaniche della cattedrale, i vicoli stretti e le piazze in salita parlano della ricchezza costruita nei secoli grazie ai metalli estratti dalle Colline Metallifere. Ancora oggi, entrando nelle botteghe del centro, si percepisce il legame fra artigianato e materia autoctona: rame battuto, ceramiche smaltate, legno d’ulivo e piccoli laboratori artistici che reinterpretano tecniche antiche con gusto contemporaneo.
Lasciando Massa Marittima in direzione del mare si attraversano paesaggi morbidi, con vigneti, oliveti e tratti di macchia mediterranea profumata di elicriso e ginepro. Poco fuori città vale la pena recarsi al Lago dell’Accesa, uno specchio d’acqua chiarissimo immerso nel bosco, legato a insediamenti etruschi e a racconti popolari che lo descrivevano come un lago “senza fondo”. Qui la natura appare ancora integra: aironi, canneti e silenzi improvvisi anticipano il rapporto continuo fra acqua e territorio che accompagnerà tutto l’itinerario.
Una striscia di azzurro appare all’orizzonte, è il mare. La strada ci porta in località raggiungibili a piedi o in bicicletta, Cala Martina, Cala Violina e Cala Civette, piccole baie ancora incontaminate, immerse nei profumi e nei colori della macchia mediterranea.
Proseguendo verso la costa, la Maremma cambia gradualmente volto. Le colline si aprono in pianure attraversate da canali e pascoli, e compaiono le grandi aziende agricole maremmane. Siamo arrivati a Castiglione della Pescaia, salendo verso il castello medievale si passa da un’atmosfera marinara fatta di reti, pescherecci e canali a un dedalo di pietra affacciato sul Tirreno. Dall’alto si percepisce bene il rapporto tra la costa e l’entroterra appena attraversato: alle spalle del mare iniziano subito pinete, paludi bonificate e colline coltivate. Anche l’artigianato cambia forma. Qui si trovano laboratori legati al mondo nautico, alla lavorazione del cuoio, della ceramica mediterranea.
Lasciando Castiglione della Pescaia si incontra una delle aree naturalistiche più affascinanti della Toscana: la Diaccia Botrona. Questo enorme ambiente umido è ciò che resta dell’antico lago Prile, un bacino che nel Medioevo occupava gran parte della pianura costiera. Oggi è una riserva dove acqua, cielo e vegetazione si confondono in un paesaggio quasi lagunare. Fenicotteri, Cavalieri d’Italia e Falchi di palude trasformano l’area in una meta straordinaria per chi ama osservare la natura, soprattutto nelle ore del tramonto.
Riprendendo il viaggio verso l’interno, la strada che conduce a Montepescali attraversa una Maremma più agricola e silenziosa. Si costeggiano campi di grano, poderi isolati e filari di cipressi mentre all’orizzonte ricompare il profilo dell’Amiata. È una zona dove la bonifica lorenese ha trasformato antiche paludi in terre fertili, e il paesaggio racconta continuamente il rapporto fra uomo e ambiente.
La strada ci invita a visitare il Parco archeologico di Vetulonia, uno dei luoghi più importanti per comprendere la civiltà etrusca nella Maremma. Tra il VII e il VI secolo a.C., Vetulonia era una delle città più potenti dell’Etruria, ricca grazie al commercio dei metalli provenienti dalle Colline Metallifere e ai contatti con il Mediterraneo.
Vetulonia era contornata dalle colline boscose e minerarie e si affacciava sull’antico lago Prile — oggi scomparso — che allora collegava la città al mare. Vetulonia controllava quindi sia le rotte commerciali interne sia quelle marittime, diventando un centro strategico e culturalmente raffinato. Tra olivi, cipressi e sentieri emergono le grandi necropoli etrusche con le celebri tombe a tumulo, costruzioni monumentali di terra e pietra che ricordano piccole colline artificiali: la Tomba della Pietrera, la Tomba del Diavolino, le necropoli di Poggio alla Guardia e Costa Murata.
Nel borgo si trova anche il Museo Civico Archeologico Isidoro Falchi, dedicato allo studioso che nell’Ottocento identificò Vetulonia dopo secoli di oblio. Il museo conserva molti dei reperti provenienti dalle necropoli e permette di comprendere meglio la vita quotidiana, i rituali funerari e l’alto livello artistico raggiunto dagli Etruschi della Maremma.
Riprendiamo il nostro cammino e Montepescali appare all’improvviso sopra una collina, circondato da mura e uliveti. È chiamato “il balcone della Maremma” perché da qui lo sguardo abbraccia quasi tutto il percorso compiuto: il mare di Castiglione, la pianura grossetana, le colline metallifere da cui si è partiti.
