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L’Ape Regina – Artigianato&Aperitivo 2021

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

04 NOVEMBRE 2021 | L’APE REGINA– MASELLI BOTTEGA D’ARTE

 

A Firenze i cannoni, dopo che hanno fatto il loro dovere e hanno contribuito a far vincere una guerra, vengono fusi per creare una scultura equestre a celebrazione del Granduca, ape regina in mezzo a tanta (quante?) api che sono il popolo.

Il tutto in una piazza che dalla metà del Quattrocento racchiude l’idea del Rinascimento, tra architetture razionali e perfette e enti assistenziali che accolgono da secoli bambini abbandonati.

Durante il tour visiteremo la bottega artigiana Maselli bottega d’arte dove scopriremo la storia dell’azienda, delle tecniche e la quotidianità di un artigiano nel nuovo millennio.

Alla fine del tour, aperitivo per tutti.

 

Inizio ore 18.00 | Iniziativa riservata ai soli soci Unicoop Firenze

Verificare prima della prenotazione l’applicazione del decreto legge n. 105 del 23 Luglio 2021 sulla necessità di essere in possesso della certificazione verde Covid 19 (Green Pass). La prenotazione è obbligatoria e soggetta a disponibilità limitata di posti. Il costo dell’aperitivo è di 10 euro.

 

Informazioni precise su orario e luogo di incontro verranno forniti dopo la prenotazione.

 

Per prenotazioni – www.andareazonzo.com

 

 

Un progetto realizzato da:

Unicoop Firenze | Artex | Regione Toscana | CNA Toscana | Confartigianato Toscana | Andare a Zonzo

Il capolavoro della Letteratura – Artigianato&Aperitivo 2021

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

21 OTTOBRE 2021 | IL CAPOLAVORO DELLA LETTERATURA – BOTTEGA IPPOGRIFO STAMPE D’ARTE

 

Come non ricordare le descrizioni dei luoghi che accompagnano le vicende di Bob e de Le ragazze di San Frediano nel capolavoro di Vasco Pratolini?

Dal 1952, anno delle pubblicazione del volume, non si pronuncia il nome del quartiere di là d’Arno senza pensare al libro e all’affascinante viaggio tra le piazze i luoghi insoliti dove ancora oggi storie antiche e moderne si intrecciano come in un romanzo.

Durante il tour visiteremo la bottega artigiana Ippogrifo stampe d’arte dove scopriremo la storia dell’azienda, delle tecniche e la quotidianità di un artigiano nel nuovo millennio.

Alla fine del tour, aperitivo per tutti.

 

Inizio ore 18.00 | Iniziativa riservata ai soli soci Unicoop Firenze

Verificare prima della prenotazione l’applicazione del decreto legge n. 105 del 23 Luglio 2021 sulla necessità di essere in possesso della certificazione verde Covid 19 (Green Pass). La prenotazione è obbligatoria e soggetta a disponibilità limitata di posti. Il costo dell’aperitivo è di 10 euro.

 

Informazioni precise su orario e luogo di incontro verranno forniti dopo la prenotazione.

 

Per prenotazioni – www.andareazonzo.com

 

 

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La città rossa – Artigianato&Aperitivo 2021

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

07 OTTOBRE 2021 | LA CITTA’ ROSSA– BOTTEGA TERRECOTTE SBIGOLI

 

Firenze, città di associazioni laicali e brigate festanti che hanno dato vita a grandi opere d’arte ma anche a manifestazioni di altro genere come quelle che si tenevano nella Città Rossa, ovvero il quartiere di Sant’Ambrogio. Il nome si riferiva al colore delle case, costruite con mattoni di quel colore e presenti in tutto l’isolato dove si tenevano festeggiamenti goliardici organizzati da capi dai nomi altisonanti quanto ironici come Gran Monarca, Imperatore, Gran Signore.

L’ironia, si sa, non era la dote migliore di alcuni membri della famiglia Medici per cui nel 1629, Cosimo II, le smantellò questo tipo di organizzazioni poiché le vedeva come pericolosi luoghi di cospirazione.

Durante il tour visiteremo la bottega artigiana Terracotte Sbigoli dove scopriremo la storia dell’azienda, delle tecniche e la quotidianità di un artigiano nel nuovo millennio.

Alla fine del tour, aperitivo per tutti.

 

Inizio ore 18.00 | Iniziativa riservata ai soli soci Unicoop Firenze

Verificare prima della prenotazione l’applicazione del decreto legge n. 105 del 23 Luglio 2021 sulla necessità di essere in possesso della certificazione verde Covid 19 (Green Pass). La prenotazione è obbligatoria e soggetta a disponibilità limitata di posti. Il costo dell’aperitivo è di 10 euro.

 

Informazioni precise su orario e luogo di incontro verranno forniti dopo la prenotazione.

 

Per prenotazioni – www.andareazonzo.com

 

 

Un progetto realizzato da:

Unicoop Firenze | Artex | Regione Toscana | CNA Toscana | Confartigianato Toscana | Andare a Zonzo

 

Scarperia, la città dei ferri taglienti

A Scarperia, fin dal Medioevo, si forgiava il ferro per farne lame taglienti. Documenti del xv secolo, parlano addirittura di un apposito “Statuto dei coltellinai”, contenente le norme a cui dovevano attenersi gli artigiani del ferro di Scarperia. Lo statuto dava indicazioni in merito ai materiali da impiegare e ai rapporti dei maestri con i lavoranti e conteneva una norma che dichiarava il mestiere tramandabile solo di padre in figlio. Fra XVI e XVIII secolo ci fu un grande sviluppo dell’attività produttiva di armi, a causa del ruolo strategico ottenuto da Scarperia come presidio a difesa del territorio mugellano e del granducato.
In quest’epoca si fabbricavano coltelli in varie fogge, sia come utensili, sia come armi (pugnali, lance). Oggetti simili, ma fortemente diversi per uso e significato sociale: una necessità il primo, uno status symbol il secondo. Il coltello aveva largo uso: era lo strumento delle classi popolari e contadine, serviva per lavorare, mangiare e difendersi e se ne producevano grandi quantità a basso costo. Accanto a questa produzione c’erano poi i coltelli destinati alle cucine delle classi signorili, più accurati e raffinati nelle fogge, nella lavorazione e nei materiali. Nella seconda metà del XVIII secolo il Mugello fu interessato da trasformazioni territoriali ed economiche a seguito della creazione di una nuova direttrice di collegamento con Bologna: l’apertura del passo della Futa (1752) provocò uno spostamento della viabilità preferenziale tagliando fuori Scarperia, che perse la posizione privilegiata sugli assi viari principali verso il Nord Italia.

La novità portò implicazioni negative sull’economia locale. I mercanti, che per secoli erano passati da qui e si erano riforniti di lame d’ogni tipo, preferirono infatti altre produzioni europee, più convenienti e di più facile approvvigionamento.

Con la costituzione del Regno d’Italia, che riunì tanti piccoli stati in un unico tessuto che favorì la circolazione delle merci, ci fu un nuovo incremento della produzione. Nella seconda metà dell’Ottocento le botteghe di Scarperia parteciparono alle esposizioni nazionali e internazionali, dove ottennero riconoscimenti significativi e medaglie. Si trattò di un periodo di particolare sviluppo che consentì tentativi di modernizzazione nel sistema produttivo e nella vendita. È del 1874, infatti, la costituzione di una prima Società cooperativa dei ferri taglienti che introdusse lo sfruttamento dell’energia a vapore, seguita da una più fortunata Società cooperativa per la fabbricazione dei ferri taglienti a Scarperia, del 1889.

All’inizio del Novecento il settore contava 46 botteghe con 221 lavoranti, ma proprio nel momento di maggiore espansione del settore una legge del 1908 limitò drasticamente la misura delle lame dei coltelli a serramanico, quelli che si potevano portare liberamente in tasca e che rappresentavano il prodotto principale della produzione di Scarperia. Da allora la produzione di “lame” subì un progressivo declino.
Negli anni venti del Novecento a Scarperia si trovano ancora botteghe artigiane significative come quella di Torquato Tonerini, ma nei decenni successivi e con la seconda guerra mondiale l’attività si riduce notevolmente, sia a causa della mancanza di adeguamento tecnologico delle imprese che per lo scarso rinnovamento dei prodotti. Dai laboratori uscivano quasi unicamente modelli regionali e tipici come la zuava, il “tre pianelle”, i mozzetti e il palmerino, un antico coltello da scrivania. Intorno a questa storica produzione nasce la gara di lancio dei coltelli che si svolge in occasione della tradizionale festa del Diotto, e che consiste nel lanciare sei coltelli a una distanza di 4 metri contro un bersaglio di legno disegnato a cerchi concentrici. Questo filone tradizionale, cui si affianca oggi una produzione estremamente diversificata, ha trovato negli ultimi anni una vasta rivalutazione. I coltelli di Scarperia oggi sono molto apprezzati perché frutto di una produzione artigianale e limitata di altissima qualità, erede dell’antica laboriosità dei maestri ferrai.

Artigianato&Aperitivo – A spasso nella Firenze artigiana e monumentale

Tra botteghe, chiese e monumenti uno “slalom delle meraviglie”

Artigianato&Aperitivo 2018 ci accompagna nei vicoli e nelle botteghe di una Firenze artigiana del passato e delle tradizioni, fonte di ricordi piacevoli per molti, ma sconosciuta ai più. È un viaggio-itinerario da percorrere lontano dalla frenesia dei turisti, con passo lento e intervallato, di tanto in tanto, da una sosta in compagnia di un buon aperitivo. Il viaggio nell’anima storica fiorentina tocca le aree più significative della città, e trova come filo conduttore la riscoperta del talento artigiano nelle sue forme più variegate: per una miglior fruizione dell’itinerario consigliamo una suddivisione in tappe giornaliere.

Iniziamo dunque il nostro percorso dall’area del centro/stazione, zona ricca di storia, personaggi…e chiese! Tra queste ricordiamo la Basilica d’Ognissanti e quella di Santa Maria Novella, entrambe di elevata bellezza e importanza. La nostra prima bottega artigiana è Ubaldo Baldini Bronzista, che con novant’anni di tradizione nella lavorazione dei metalli, realizza complementi d’arredo di ogni genere e stile. Poco distante troviamo invece Il Bussetto Firenze 1989, dove lavorano Giuseppe e Mirko Fanara, che seguendo le antiche tradizioni della lavorazione di pelle e cuoio, creano manualmente porta monete, porta biglietti da visita, porta penne, custodie per occhiali e portagioie.

Proseguiamo il percorso fiancheggiando le rive dell’Arno per poi attraversare il Ponte Vespucci e raggiungere i due quartieri adiacenti che primi fra tutti conservano l’anima tipica fiorentina: Santo Spirito e San Frediano. Quest’area ci sorprende per il fascino della città vissuta, luogo di aggregazione e dimora per una nutrita comunità di artisti e artigiani che animano quotidianamente il “Diladdarno”. La bellezza e le storie della zona non lasciarono indifferente neppure l’intramontabile Vasco Pratolini, che decise di dedicare il suo celebre romanzo proprio a “Le ragazze di San Frediano”, infondendo ancora maggior incanto alle sue piazze e strade.

Ben 3 artigiani sul nostro cammino hanno scelto quest’area per i loro laboratori: Rosario Sagliano di Sagliano Concetti Sartoriali, che cura personalmente ogni abito nei minimi dettagli, unendo la rinomata tradizione della sartoria napoletana con l’efficienza della manifattura; Gianni Raffaelli e la moglie Francesca che nel negozio laboratorio L’Ippogrifo Stampe d’arte realizzano opere grafiche con la tecnica dell’acquaforte, firmate e rigorosamente numerate; Joyce Terreni che con il suo Arti Plastiche Studio di Restauro Joyce Terreni si dedica invece al restauro.

Dall’Oltrarno non si può che proseguire verso uno dei simboli più conosciuti della città: il celebre Ponte Vecchio, che con le sue botteghe orafe e il famosissimo Corridoio Vasariano si è conquistato a buon diritto il primo posto tra i ponti più significativi a livello internazionale. A due passi troviamo la Legatoria Il Torchio, che ancora oggi produce artigianalmente lavorando con il cuoio fiorentino, le carte marmorizzate a mano, le tele colorate, le migliori carte dalla Fabriano a quelle prodotte da loro.

Continuando sulla destra, raggiungiamo la zona dell’antica torre di San Niccolò, delle Rampe e del Piazzale Michelangelo: proprio in mezzo ai rinomati giardini Bardini e Delle Rose si trova Alessandro Dari Gioielli, bottega orafa del Maestro Artigiano Alessandro Dari. Qui si curano tutte le fasi necessarie alla realizzazione di un gioiello finito, per la creazione di collezioni di tiratura limitatissima e pezzi unici.

Per concludere l’itinerario e il nostro viaggio nella Firenze autentica e artigiana sarà necessario varcare nuovamente il fiume Arno per approdare nella “città rossa”, rappresentata dal quartiere di Sant’Ambrogio. Il rosso è quello delle case tipiche della zona, famosa nondimeno per le organizzazioni goliardiche e i loro festeggiamenti. Qui, Cecilia Falciai lavora nella sua bottega con la tecnica della scagliola e del commesso fiorentino in pietre dure e marmi, eseguendo anche opere su commissione.

Patrizia Blasucci, titolare dell’atelier Sezione Aurea, propone gioielli in perle di vetro di Murano caratterizzati da sapienti e magiche irridescenze.

Tiberio Timperi: l’Oltrarno come in un film

Come in una trama di un film, il cammino di Tiberio Timperi rappresenta, oltre che un itinerario fisico, un percorso di vita.

L’inizio del percorso risale a tanti anni fa, nel lontano 1987, quando il celebre conduttore iniziò a lavorare presso la sede di “Punto Radio” in Borgo Stella. Da allora gli anni vissuti a Firenze sono incentrati, sia a livello lavorativo che personale, nello storico quartiere di San Frediano dove il noto conduttore decide di acquistare una casa. La scelta si rivela come una sorta di incubatrice, di bozzolo che creerà un cordone ombelicale tra il presentatore romano e la comunità fiorentina: una sorta di adozione. Timperi ci parla di come nel tempo abbia sempre ritrovato Borgo Stella, cita ad esempio il film australiano “Lion” con Nicole Kidman che racconta la storia di un bambino smarrito. Firenze per Tiberio è anche il luogo dove conoscerà il grande amore della sua vita, che come tutti i grandi amori “si ama e non si sposa”. Il percorso fiorentino illustrato da Timperi è suddivisibile in due categorie: una legata al cibo, l’altra all’artigianato. Il problema di San Frediano, dice Tiberio, è che “quando esci per fare la spesa si sballano i tempi perché ti fermi a chiacchierare con tutti; il tempo si dilata, è bello insomma.”

La prima tappa citata dal noto presentatore è il Sandy Bar, luogo ideale per la colazione, situato davanti allo storico Palazzo Pitti.

Nella seconda il conduttore ci racconta di quanto sia legato ed affascinato dagli argenti di Brandimarte, uno dei marchi storici di Firenze famoso per l’indubbia professionalità delle maestranze, al cui sede di rappresentanza si trova presso Officina Creativa, nel complesso del Vecchio Conventino in Via Giano della Bella 20 a Firenze, spazio polifunzionale e multisettoriale che vuole essere un centro propulsore dell’artigianato artistico locale, fiorentino e toscano.

La terza tappa è nel laboratorio del Dolce Emporio. Il presentatore fa risalire la scoperta di questo locale ai giorni in cui gli fu chiesto di lavorare al Teatro del Cestello. Timperi ricorda ancora oggi che a Natale e Pasqua di quell’anno partì intenzionalmente da Roma, per fare provviste in questa “bottega”.

Timperi ci accompagna per mano nel suo viaggio: “Quando entri dalla porta di San Frediano, sulla sinistra, c’è il Laboratorio di scultura Romanelli. Mi sono perso là dentro: altro che Fellini o Storaro. In questo luogo sembra che il tempo si sia fermato per sempre.”

La quinta tappa rappresenta una location importante, è qui infatti, dove Timperi scrive buona parte del suo libro. Si tratta del ristorante da I’ Brindellone in Piazza Piattellina. Il noto conduttore televisivo ci parla di ore passate davanti al computer in questi luoghi dove all’inizio non conosceva nessuno. I’ Brindellone è un ristorante doubleface: a pranzo ci si può incontrare dal meccanico all’idraulico, mentre  la sera, pur conservando la sua Anima, nel senso più alto e nobile del termine, diventa un posto molto alla moda.

Il percorso di Timperi, articolato come nelle scene di un film, continua con la tappa Al Santo Bevitore dove avviene l’incontro con Ron Howard, regista del film “Inferno”, è la scintilla che lo fa ritornare indietro nel tempo, agli indelebili ricordi della serie televisiva “Happy Days”. Timperi ci dice: “Firenze è una città molto più cosmopolita di quanto si pensi, molto più di Milano che è dispersiva. Quando ho visto il film “Inferno” ho pensato che l’avevano girato vicino a casa mia ed ho gioito. Vorrei vedere più film girati a Firenze.”

La penultima tappa del percorso si svolge in una bottega di scarpe fatte a mano, il Calzature Francesco, per poi proseguire all’Osteria del Porcellino; il ristorante, situato nel vivace cuore del centro storico fiorentino dove vecchie arti e cittadini di tutto il mondo si incontrano.

Nel racconto di Tiberio Timperi incontriamo il laboratorio di Orologeria Buffi, attività che si tramanda da generazioni.  Nella caratteristica piazza Piattellina, vicina alla più nota Piazza del Carmine, in un contesto artigianale che resiste al tempo e alla modernità, si colloca il nuovo laboratorio artigianale “L’orologiaio“ di Stefano Buffi, giovane titolare del laboratorio che ha appreso il mestiere dal padre Renzo che ripara e restaura orologi fin dall’età di otto anni. Il laboratorio Buffi offre professionalità, competenza e garanzia nella riparazione e nel restauro di orologi . Inoltre rappresenta una conferma della vivacità artigianale presente in Oltrarno. Tutti gli orologi, antichi e moderni ed i meccanismi che muovono le lancette ed indicano lo scorrere del tempo, non hanno segreti per la ditta Buffi.

Il percorso di Timperi si conclude all’Ippogrifo Stampe d’Arte dove da più di 40 anni le stampe vengono colorate a mano, firmate e numerate dall’autore, seguendo la tradizione delle antiche botteghe fiorentine.

L’ARTE DEGLI SPEZIALI

 

A testimonianza dell’importanza secolare dell’Arte dei Medici e degli Speziali nel tessuto economico e culturale della città, Firenze ha dedicato a questa Corporazione una delle vie del centro storico dove, sin dal Medioevo, sorgevano numerosi magazzini che rifornivano gli Speziali per le loro preparazioni. Via degli Speziali è situata sull’antico decumano romano di Florentia e prospiciente il sito dove sorgeva il Mercato Vecchio, l’attuale Piazza della Repubblica. Profumi, essenze, oli aromatici e trattamenti di bellezza facevano parte dei preparati dello Speziale, che, utilizzando erbe officinali, aromatiche e fiori, metteva in pratica la competenza e l’esperienza tramandata di generazione in generazione.

L’antica tradizione fiorentina continua ad essere viva e trasmessa fino ad oggi con il fiorire di attività che operano, utilizzando ricerca e innovazione, nel settore della profumeria e della cosmesi.

Una visita al Giardino Botanico, l’Orto dei Semplici, creato dalla famiglia de’ Medici nel 1545 come giardino di piante officinali, dette semplici, può svelare agli appassionati la centralità del settore in Firenze.

Iniziamo il nostro percorso proprio dai fiori, con le creazioni artistiche di ARS Angela Raveggi, che imprigionano profumi, fiori e colori della campagna Toscana. Proseguendo in Via Reginaldo Giuliani per scoprire un luogo storico di Firenze, lo Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare, che, oltre alla linea di produzione dei farmaci e dei presidi, propone prodotti alimentari e cosmetici, da sempre un eccellente connubio di rigorosa qualità ed inconfondibile tradizione mantenuto inalterato nel tempo.

Il nostro percorso arriva in Via Pacinotti per conoscere Divina Essentia, protagonista assoluta è la natura e il suo equilibrio, alla base della creazione di prodotti purissimi, naturali e biologici. Ci spostiamo in Via de’ Servi per conoscere un altro luogo storico di Firenze, la Farmacia SS. Annunziata che, dal 1561, nel rispetto della più autentica tradizione dell’arte degli speziali, formula i suoi straordinari prodotti. Procediamo nella passeggiata fino ad arrivare a Piazza San Giovanni e varchiamo la porta del negozio Acqua dell’Elba, lasciandoci conquistare dalla brezza, dagli aromi inebrianti e dal profumo delle erbe dell’Isola dell’Elba. Concludiamo il nostro itinerario in Via San Gallo, abbandonandoci all’ebbrezza dei molteplici aromi dell’Antica Officina del Dottor Vranjes.

IL PROFUMO SU MISURA

 

 

Nel mondo contemporaneo la cura del corpo assume un’importanza centrale nell’affermazione della personalità e contemporaneamente dona, a chi la pratica, benessere e rilassamento psico-fisico. La profumeria e la cosmesi, dai primi anni del ‘900, hanno avuto una crescente diffusione, fino a conquistare un pubblico sempre più ampio. Oggi, accanto ai grandi marchi, sorgono profumerie artigianali di grande prestigio che propongono al cliente prodotti personalizzati e, comunque, di elevata qualità e creati con tecnologie innovative e secondo i principi della cosmetica naturale. La professionalità, la fantasia, un’accurata selezione delle materie prime e le tecnologie di produzione sono i fattori distintivi che rendono il prodotto unico, capace di veicolare sensazioni piacevoli e di benessere.

Una visita “profumata” è quella al Giardino delle Rose, sottostante a piazzale Michelangelo, dove sono coltivate 400 varietà di rose, anche antiche, e dal quale potrete ammirare scorci unici della città.

Iniziamo il nostro itinerario alla scoperta delle novità dell’arte della profumeria, partendo da Grassina, alle porte di Firenze, con il laboratorio Mary Anny Florence e la sua linea di prodotti Tusca, a base di olio extravergine d’oliva fiorentino. Ci spostiamo in città, precisamente in Piazza Beccaria dove nascono profumi e fragranze dal carattere innovativo a firma di Mirko Buffini Firenze. Imbocchiamo Borgo La Croce per visitare l’Antica Officina del Dottor Vranjes, dove faremo un viaggio attraverso le memorie olfattive ricreate dal Dottor Vranjes. Subito dopo, in Via Pietrapiana, ci imbattiamo L’Óprofumo®,  che propone profumi fuori dagli schemi e fragranze innovative. Proseguiamo la nostra passeggiata attraversando i vicoli suggestivi della città e arriviamo nei pressi dell’animatissimo Mercato di Sant’Ambrogio, in Via dei Macci, in una corte interna ed, incastonato come un piccolo gioiello, scopriremo Arômantique, un tesoro di profumi, aromi, fragranze che fanno stare bene. Rinnovati dall’energia degli oli essenziali, procediamo il nostro itinerario fino ad arrivare a Borgo Santa Croce per scoprire la casa di Profumeria Aquaflor Firenze e suoi affascinanti laboratori, qui un “naso” esperto realizza profumi sartoriali. Concludiamo il nostro itinerario in Via della Condotta, entrando nella spezieria dai sapori antichi del Dott. Massimo Bizzarri, che, dal 1842, rappresenta un vero punto di riferimento di tutti gli alchimisti e degli speziali a Firenze.

LA CORTE DEI PROFUMI

 

Caterina de’ Medici era una donna che amava il lusso e la raffinatezza e che alla corte francese rese consuetudine l’impiego del profumo per la persona e per ambienti, pratica che in Firenze era già in uso sia presso la corte che la nobiltà cittadina. Renato Bianco, che i francesi ribattezzarono René le Florentin, suo maestro profumiere di fiducia, per lei ideò i meravigliosi melagrani odorosi, creazioni orafe a forma di sfera contenenti profumi solidi, da portare al collo, alla cintura o da usare come diffusori per ambienti. Ben presto l’uso di queste boules profumate si diffuse in tutte le città italiane ed anche all’estero. L’inventiva e le capacità tecniche di Renato Bianco, che seguì Caterina de’ Medici in Francia, vennero raccolte dai francesi che divennero maestri nell’arte della profumeria.

La famiglia de’ Medici è l’artefice dell’ideazione del Giardino di Boboli, giardino all’italiana di rara eleganza architettonica e paesaggistica, per la progettazione del quale furono impiegati artisti come il Vasari, l’Ammannati e il Buontalenti. In prossimità del Giardino di Boboli, utilizzando l’uscita presso Forte Belvedere, è possibile visitare il Giardino di Villa Bardini. Un attento restauro, durato cinque anni, propone ai visitatori un percorso che mostra lo sviluppo e le trasformazioni del giardino nel tempo ed una visuale unica sul centro storico di Firenze.

Iniziamo il nostro percorso in Via Ghibellina, dall’Antica Erboristeria San Simone, nata nel 1700, è una delle botteghe più antiche e tradizionali della città e dal 1992 è guidata dalle sapienti mani e dal naso della Dott.ssa Russo. Arriviamo in Via Vacchereccia per incontrare nel cuore di Firenze lo Speziere di Palazzo Vecchio, un luogo dove da due generazioni si realizzano in modo artigianale prodotti raffinati e di alta qualità con grande attenzione alle materie prime. Proseguiamo in Via Calzaiuoli per respirare i profumi dell’Arcipelago Toscano grazie alle fragranze di Acqua dell’Elba. In Via Tornabuoni incontriamo la storica Officina de’ Tornabuoni, al servizio della più sofisticata clientela dal 1843, con i suoi prodotti e profumi naturali per la bellezza e la salute. In Via della Spada, l’Antica Officina del Dottor Vranjes propone profumi raffinati per l’ambiente e la persona, che hanno conquistato tutto il mondo. Il nostro itinerario prosegue in Via Faenza dove l’Erboristeria Gremoni, dal 1716 svolge la sua storica attività. Terminiamo il nostro viaggio alla scoperta della CORTE DEI PROFUMI appena fuori Firenze, in Via Volta a Calenzano, dove il laboratorio di profumeria artistica di Beatrice Bernocchi,  BBFRAGRANCE, nel 2015 trasforma un sogno in realtà.

Lorenzo Baglioni – La mi’ Firenze

II Atto: l’artista e la sua città

Il secondo percorso di Lorenzo Baglioni riflette il suo rapporto con la città di Firenze, i suoi luoghi abituali, di elezione, sia professionali che personali.

Un itinerario che è, nelle sue parole, contrassegnato anche dalla pigrizia e abitudinarietà che lo caratterizzano. Ma non solo: anche la contaminazione dei generi, il polifunzionale e il multisettoriale, il mix di stili e di discipline contraddistinguono il suo essere uomo e artista a Firenze. (altro…)